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Alta Via 1

Dolomiti · Alto Adige-Belluno

Alta Via 1

La classica alta via dolomitica, di rifugio in rifugio per 120 km

Punto a punto Lago di Braies → Belluno Rivisto 2026

In breve

Distanza
120 km
Durata
9–12 giorni
Dislivello in salita
6500 m
Punto più alto
2752 m
Difficoltà
Impegnativa
Paesi
Italia
Stagione migliore
Fine giugno-fine settembre
Segnaletica
Buona
Punti acqua
Moderati
Trasporto bagagli
Limitato
Alloggi
Rifugi, Rifugi di montagna
Permessi e prenotazioni
Non richiesto

Prima o dopo il cammino

Tour e visite a Venezia

Alcune proposte ben recensite vicino a Alta Via 1, per i giorni di riposo prima o dopo il sentiero. I prezzi sono il prezzo di partenza attuale del fornitore.

Link di affiliazione: se prenoti tramite questi link potremmo ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per te. Non cambia mai le nostre informazioni su tappe, distanze o trasporto bagagli. (Civitatis) Come è finanziato il progetto

Il percorso

L’Alta Via 1 è la più conosciuta tra le alte vie dolomitiche, e corre per 120 km da nord a sud dal Lago di Braies, in Alto Adige, a Belluno, in Veneto. Attraversa l’altopiano di Fanes, la cresta segnata dalla guerra a Lagazuoi, le Cinque Torri e il Nuvolau, l’immensa parete ovest della Civetta e infine il gruppo dello Schiara sopra Belluno. Quasi tutto il tracciato è sopra il limite del bosco, all’interno delle Dolomiti patrimonio UNESCO, e l’intero percorso si compie di rifugio in rifugio, senza paesi nel mezzo.

Dislivello, quota e roccia definiscono il cammino. Circa 6.500 m di salita su 120 km sembrano moderati finché non si incontra il terreno: lastroni calcarei, traversi su ghiaione e sentieri costruiti su cenge che risultano esposti anche quando sono sicuri. Il punto più alto è il Rifugio Lagazuoi a 2.752 m, raggiungibile con una salita impegnativa o in funivia da Passo Falzarego. Alcune discese, in particolare sotto il Nuvolau e nell’avvicinamento allo Schiara, presentano tratti attrezzati con cavo dove appoggiare una mano al filo è normale.

Undici giorni è la cifra standard e nove è una versione impegnativa. Le distanze giornaliere sembrano minime e ingannano parecchio: dal Lago di Braies al Rifugio Biella sono 7 km ma con circa 1.000 m di salita, dal Rifugio Coldai al Rifugio Tissi sono 6 km, e dal Rifugio Biella al Rifugio Fanes 13 km, da Fanes a Lagazuoi 14 km e da Lagazuoi al Nuvolau 12 km sono tutte giornate intere. Le tappe vanno valutate per ore e dislivello, non per chilometri, e ci si può aspettare dalle cinque alle sette ore di cammino nella maggior parte dei giorni.

La stagione è fissata dai rifugi: all’incirca da fine giugno a fine settembre, con la maggior parte dei rifugi che apre attorno alla terza settimana di giugno e chiude nella seconda metà di settembre. La neve resta nei canaloni esposti a nord fino a inizio luglio e può rendere ostiche una o due discese. Il periodo di Ferragosto a metà agosto è il più affollato dell’anno. Il Lago di Braies è anche una meta turistica giornaliera molto frequentata, e l’accesso al lago in auto è limitato in alta stagione, quindi conviene controllare le regole attuali prima di programmare un trasferimento in macchina.

L’alloggio è costituito solo da rifugi, nient’altro. La mezza pensione è la norma: un posto letto in camerata, cena e colazione, con bevande e pranzi al sacco extra. Le prenotazioni sono di fatto obbligatorie, e i rifugi più richiesti attorno a Lagazuoi, Nuvolau, Coldai e Tissi accettano prenotazioni dalla primavera e si riempiono in fretta per agosto. L’iscrizione a un club alpino, comprese le convenzioni reciproche con il CAI e l’Alpenverein, riduce la tariffa del pernottamento. Il pagamento con carta è ormai comune ma alcuni rifugi preferiscono ancora il contante.

Il percorso è adatto a camminatori sicuri su roccia, non infastiditi dall’esposizione e a proprio agio in camerate con bagno condiviso. Le distanze sono brevi e la resa per ora di cammino è alta. La forma fisica pura conta qui meno del piede fermo su terreno instabile, dato che diverse tappe sono sotto i 10 km. È meno adatto a chi spera in paesi, ristoranti e trasporto bagagli ogni sera, a chi non ama l’altezza, o a chi ha bisogno di certezze sui posti letto, poiché l’intero viaggio dipende da prenotazioni fatte mesi prima.

Tappe di esempio

Una suddivisione rappresentativa, non una prescrizione — la maggior parte dei camminatori adatta le distanze giornaliere al proprio ritmo, ai giorni di riposo e al meteo.

  1. Giorno 1 Lago di Braies → Rifugio Biella 7 km
  2. Giorno 2 Rifugio Biella → Rifugio Fanes 13 km
  3. Giorno 3 Rifugio Fanes → Rifugio Lagazuoi 14 km
  4. Giorno 4 Rifugio Lagazuoi → Rifugio Nuvolau 12 km
  5. Giorno 5 Rifugio Coldai → Rifugio Tissi 6 km
  6. Totale esempio 52 km

Note pratiche

Le cose che cambiano davvero l’andamento di un cammino.

Roccia, ghiaione e brevi passaggi esposti

Sotto i piedi c’è calcare: lastroni, ghiaione sciolto e sentieri su cenge ricostruite. Scarponi con sostegno alla caviglia e suola rigida funzionano meglio delle scarpe da trekking qui, e i bastoncini aiutano nelle lunghe discese su ghiaione dal Lagazuoi e verso il Vallon delle Ziolere.

L’acqua arriva dai rifugi

Le sorgenti naturali sono scarse sul calcare e i torrenti scompaiono sottoterra, motivo per cui la disponibilità è considerata moderata. Riempire due litri a ogni rifugio, aspettarsi di pagare l’acqua in bottiglia o filtrata in alcuni di essi, e pianificare le giornate calde in base alla posizione dei rifugi.

La prenotazione dei rifugi non è facoltativa

Non c’è alloggio di riserva tra un rifugio e l’altro e il campeggio libero non è consentito nel parco. Prenotare l’intera catena di rifugi appena si aprono le prenotazioni in primavera, confermare via email pochi giorni prima, e portare abbastanza contante per i rifugi che non gradiscono le carte.

Ferragosto e il collo di bottiglia di Braies

Metà agosto è il picco delle vacanze italiane, quando i rifugi sono pieni e la partenza da Braies è affollata di gitanti giornalieri. L’accesso al lago in auto privata è limitato in alta stagione, quindi conviene pianificare la prima mattinata intorno alla navetta anziché in auto.

Il tratto finale verso Belluno

Le ultime tappe attraverso lo Schiara sono le più impegnative, con tratti attrezzati che includono la Ferrata del Màrmol. I camminatori senza esperienza o attrezzatura da ferrata di norma terminano a La Pissa sulla strada di fondovalle e prendono l’autobus per Belluno.

Come arrivare e ripartire

Venezia è il punto d’accesso più comune, con Verona, Treviso e Innsbruck come alternative. Da Venezia, i treni raggiungono Fortezza o Dobbiaco tramite la linea della Val Pusteria; da Villabassa o Dobbiaco, gli autobus locali raggiungono il Lago di Braies in circa mezz’ora d’estate. Monaco e Innsbruck collegano verso sud attraverso il Brennero fino alla stessa valle. La maggior parte dei camminatori arriva il giorno prima e dorme al lago o a Dobbiaco per partire presto.

Il percorso termina a Belluno, che ha una stazione ferroviaria con collegamenti per Conegliano e poi Venezia in circa due ore, oltre ad autobus lungo la valle del Piave. Se si termina a La Pissa invece di percorrere la ferrata dello Schiara, un autobus locale copre l’ultimo tratto fino a Belluno. Cortina d’Ampezzo, circa a metà percorso, è un utile punto di uscita con collegamenti in corriera per l’aeroporto di Venezia per chi vuole accorciare il viaggio.

Trasporto bagagli su questo percorso

Limitato

Il trasporto bagagli è limitato, per un motivo semplice: quasi nessuno dei rifugi dell’Alta Via 1 ha accesso stradale, quindi nessun furgone può raggiungerli. Bisogna portare tutto con sé, di norma 8-10 kg, e usare un corriere o un servizio di deposito bagagli per spostare una valigia dalla zona di Braies a Belluno. I rifugi forniscono coperte e cuscini, quindi un sacco lenzuolo leggero sostituisce il sacco a pelo.

Trasporto bagagli sui sentieri

Fonti ufficiali e mappe

Vai direttamente alle fonti primarie. Rimandiamo ai link esterni invece di ripubblicarne i contenuti, perché sono le pagine che restano aggiornate.

I link esterni si aprono in una nuova scheda. Non controlliamo i loro contenuti.

Domande frequenti

L’Alta Via 1 è più difficile del Tour du Mont Blanc?

È più corta e ha meno dislivello complessivo, ma il terreno è più roccioso ed esposto, e non ci sono paesi in cui ripiegare. Il TMB ha salite giornaliere più grandi; l’AV1 ha più ghiaione, più sentiero aereo e totale dipendenza dai rifugi. La maggior parte dei camminatori trova l’AV1 mentalmente più dura e fisicamente un po’ più facile.

Serve attrezzatura da ferrata?

Non per il percorso principale, dove i tratti con cavo sono brevi e si possono percorrere con la mano sul filo. L’attrezzatura conta per la variante finale dello Schiara, che include la Ferrata del Màrmol, e per deviazioni come le gallerie del Lagazuoi. Chi non la possiede di solito termina il percorso a La Pissa.

Come si prenotano i rifugi?

Direttamente con ciascun rifugio, di solito via email o modulo online, dalla primavera in poi per la stagione estiva. Conviene prenotare l’intera sequenza in una volta, in modo che le tappe combacino, poiché una singola notte non disponibile può imporre una giornata molto lunga. Riconfermare poco prima dell’arrivo e comunicare allora le esigenze alimentari.

Quanti giorni richiede l’Alta Via 1?

Undici giorni è tipico, nove è possibile per camminatori veloci che combinano tappe, e dodici lasciano un giorno di riposo o di maltempo. Le distanze giornaliere di 6-14 km sembrano facili ma includono 600-1.000 m di salita su terreno roccioso, quindi conviene pianificare per ore di cammino piuttosto che per chilometri.

Qual è il periodo migliore per percorrerla?

Da fine giugno a fine settembre, in linea con la stagione dei rifugi. Inizio luglio può ancora trattenere neve nei canaloni in ombra. Metà agosto è caldo, sereno ed estremamente affollato. Inizio settembre è probabilmente il miglior compromesso, con tempo stabile e folla più rada, anche se i rifugi iniziano a chiudere nella seconda metà del mese.

Posso percorrere solo una parte del percorso?

Sì. Il tratto dal Lago di Braies a Cortina d’Ampezzo, circa cinque giorni, copre l’altopiano di Fanes e il Lagazuoi e ha buoni collegamenti in autobus a entrambe le estremità. La metà meridionale da Cortina a Belluno offre la Civetta e lo Schiara. Passo Giau e Passo Falzarego sono altri utili punti di ingresso e uscita.

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